Poesie alla ricerca della libertà e dell’amore, in Dio

 

Poesie edite, tra libertà e cantici d’amore

Madre

O tu, Donna,
Madreperla
dove per sempre risuona l’eco,
dove per sempre risuona l’eco
del Verbo.
Ti ho trovata alla deriva
di un lungo viaggio
e non ti lascerò più,
o Vergine
di rosa vestita.

Mirjam amareggiata, pastelli ad olio su tela, Elisa Pallotta

D’autunno

Si vestono dei più bei color,
le foglie:
com’esse,
al cadere di mortali nostre spoglie,
gioiamo.

Salmo 120

«Nella mia angoscia ho gridato al Signore
ed egli mi ha risposto»
Luce Meravigliosa,
Agnello Immolato,
Consolatore
fino alle radici più profonde
dell’Anima.

Notte stellata

Notte buia,
fuligginosa,
imbiancata con
un pugno di farina.
Sei la porta all’ignoto
che spaventa,
alla morte che atterriva.
Poiché avranno Vita un’alba senza tramonto,
“nuovi cieli e nuova terra”,
dove «non ci sarà più la morte, né lutto,
né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate»
Non ci saranno nemmeno più
le tue infedeltà, o la tua sete di tenebra,
e te ne andrai verso
«l’alba senza tramonto.»

Notte buia, 2012, Pastelli ad olio, matita, inchiostro, Elisa Pallotta

Natività

Come rame rovente
è per me l’autunno alle porte del Natale.
Così le foglie marroni e stanche
che, basculanti,
scivolano giù dagli alberi
Le lucine tenui dei pini
Il colore della stanza
tinta dal Caldo Fuoco.
Così un vecchio pentolone che sbuffa
per le cibarie deliziose
e il calore di una Cioccolata.
Solo alla Natività
nei Cuori,
diverrà un Tesoro in Cielo,
che «né tignola né ruggine consumano,
e dove i ladri non scassinano e non
rubano.»

Rosa

Voglio regalarti una Rosa;
giunga dove sei,
una preghiera.
Sollievo alla tua sofferenza,
goccia d’acqua nell’arsura,
Profumato incenso
ti diletti.
Io, mendicante,
imploro Pace,
chiunque tu sia.

Danza

Voglio tuffarmi
in un bagno di Luce
che mi porti Sù
dove non ci sono più nuvole
per danzare al cospetto
del Sole che sorge dall’alto!

Dopo la Confessione

Quella mattina si svegliò
che aveva una consapevolezza
inaspettata.
Come quando,
camminando per una via,
t’impressiona un mazzolin di fiori
e li cogli,
e odorano di selva
e stupita te li porti via.
Si sentiva rinata,
vivificata,
pulita come soffice neve.
Ora era nuova:
Poteva riprendere il cammino, forte
di quella Forza
acquistata al caro prezzo
del Sacrificio di Dio.

Misericordia
Misericordia di Dio,
“seno materno”
di Padre e Madre;
nostro tutto,
nostra Vita.
Nostra fonte infinita di Vita,
terra promessa dove scorre «latte e miele».
Dolcissima prelibatezza del Corpo
e l’Anima se ne diletta,
poiché “ha sete di te”.
Misericordia amante che salva:
il Figlio ti guarda negli occhi,
nell’abisso Infinito
dell’Amore tuo.
Fra le tue braccia, o Dio,
«resto quieto e sereno: come un bimbo svezzato
in braccio a sua madre »
«Il Signore è il mio pastore,
nulla mi manca»
“In Quell’ora fu fatta grazia al mondo intero,
la misericordia vinse la giustizia”
Misericordia che, nello Spirito, ci fa dire:
«Abbà, Padre».

Stella bianca

Stella Bianca, o Amata
Viola-azzurra, Immacolata
Del creato la più bella,
Amareggiata.
Splendesti
nel segreto del Giardino,
in una notte oscura.
E l’Anima esultò,
si sciolse in pianto.
Questo Giglio
ora ti dono,
o Maria,
o dolce Madre Mia.


Giglio, 2012, Pastelli ad olio, Elisa Pallotta

Canto alla Vita

Voglio cantare per Te:
corde di Luce che vibrano
nel fruscio verde dell’erba
e l’azzurro Verace del Cielo.

Amicizia
Sorriso vero,
d’affetto.
Gioco,
spensieratezza
Mano
che non abbandona.
Stima
che sa condividere.
Monito
per correggere.
Cuore
che è Grazia
Anima
ardente
Mente
non giudice,
Forza
radiosa.
Amore
che pur conoscendo a fondo,
Spera, Ama, Perdona.
Un amore che
guarda negli occhi
senza mentire.

San Michele Arcangelo, pastelli ad olio su tela, Elisa Pallotta

Gesù

Tu mi ridai
il respiro dell’Infinito,
Tu mi ridai la Vita ogni giorno,
o Signore.

Libertà, Vertigo edizioni, Elisa Pallotta

La prima saggezza

“Non mettere mai tutto te stesso
e tutte le tue forze
e tutto il tuo cuore
e tutta la tua anima
e tutta la tua mente
e tutta la tua vita
in un uomo,
in qualunque opera d’uomo sia,
in qualunque cosa del mondo sia.
Perché un giorno l’uomo
morirà,
il mondo cadrà
negli abissi dell’universo
e la tua vita sarà stata inutile”.

Dono

Il cuore che pulsa
in uno sfavillare di lucciole:
sono l’amore che è nell’aria
e il cuore, senza più ostacoli,
se ne riempie gli occhi
e balla
e dimentica
e guarisce
e serve il mondo spargendovi il suo amore
perché un dono
non può che diventare dono più grande,
se non si nasconde nella sabbia.

La parata delle vanità

Senza parlare
mi siedo su un sasso,
la testa sui palmi delle mani
e aspetto che l’amarezza
mi passi davanti
senza fiatare senza batter ciglio,
seguita dal grottesco
dalla miseria
dal dramma
che trainano la carrozza fastosa
della morte, una vecchia signora
vanitosa. “Vanità delle vanità.
Tutto è vanità.”

Come terra

Fatti di sangue come fiumi
e di ossa come alberi
d’acqua negli occhi come laghi di montagna,
di insondabile profondità,
specchi azzurri turchini
inviolabili,
acque che sudano dolore e cantano
freschissime e giovani
gioie.
Mani come fronde,
dove il cielo si china a farsi sfiorare.
E caverne dove la vita nel segreto prolifera,
vulcani da cui fuoriesce l’essenza della terra
nel bacino del mondo.
E il vento è respiro,
vita per tutto il corpo,
dove parla la nostra voce
mista a quella di Dio.
Ci hai impastato con terra fatta di fuoco
e polvere
ed aria ed acqua
e deserto
e carcasse
e stelle
ed erbe e fusti
e cenere
e fiori
e ci hai soffiato dentro
il Tuo Spirito.

Su ali di Colomba

Prendi Tu le estati
che mi esplodono nel cuore,
le sacre lune rotonde,
l’attesa della felicità,
i baci più dolci mai dati,
su ali di bianca Colomba.

Tutto ti offro

Che t’adoro, lo sai
mio Re.
Che il fremito d’amore viene da te
è verità, Signore.
Ogni dolcezza infusa nel nostro cuore
viene da te, Diletto.
Tutto ti offro,
tutto ciò che è mio è tuo.
So che tra le tue mani venerabili
tutto si fa prezioso, e
poiché tutto ciò che ho di mio
è tuo dono, tutto
condivido con te.
La mia miseria sarà tua
pur non appartenendoti,
la mia nostalgia, il mio esser nulla:
così tutto ciò ch’è mio
sarà tuo seppur non di te,
o amor mio.

Miseria e peccato

Pietà di me, perché
il mio cuore trema.
Pietà di me
perché le emozioni mi travolgono.
Pietà di me
perché il corpo non regge,
la carne è debole.
Pietà di me perché ancora
non so stare al mondo.
Pietà di me
perché non sorreggo il dolore.
Pietà di me, o Dio,
perché sono miseria e peccato.

Ardente

Ferisci il mio cuore,
o Diletto dell’anima mia,
con la spada a due tagli della tua Parola!
Fa’ che da esso sgorghi sangue vivo
e che non si rimargini!
Che il mio cuore
sia forno ardente,
e tu ne prenda tutto il calore!
Con esso diletta il tuo cuore,
e distribuiscine a chi non ne ha!
Che io mi senta al freddo,
e più il gelo sarà pungente
più saprò che il mio amore
starà riscaldando altrove.

Luci

…Ma oltre questo muro scalcinato
ci sono paesaggi meravigliosi
che aspettano,
giardini in fiore
e profumi
e luci d’infinito
dopo il crepuscolo
della mia vita.

Alba d’estate, olio su tela, Elisa Pallotta

Per Te

Per il mondo posso essere anche
una foglia secca e rattrappita,
un grembo sterile,
un guscio vuoto consumato dalla follia,
un utensile scalcinato.
Ma per Te,
per te voglio essere la tua dama,
la tua vita,
il tuo tutto,
la tua colomba
amata a prima vista, donna e bambina
nei tuoi occhi
dall’eternità.

Nei miei occhi, nell’anima

Quanto t’amo, o Amore,
Amore del mondo,
tenerezza infinita,
straziante dolcezza,
viva e vivida
nel mio cuore
che languisce di Te.
Tu vivi in me,
respiri in me,
mi doni la vita
ogni giorno.
Cresca il tuo fuoco leggero
come roveto ardente
come tabernacolo ascoso
come altare a cielo aperto,
i miei occhi pieni di Te.

Pensiero della Domenica

Stavo camminando sulle strade della vita
cercando me.
Ho trovato Te
e ho smesso di cercare, perché avevo tutto.
Come posso non amare
il disprezzo ricevuto? Anch’esso è tuo dono.
Come posso non amare la malattia,
la sofferenza,
la solitudine
e la tua lontananza quando anch’esse me le doni tu?
Non mi hai forse mostrato la luce
che emana la costernazione,
e il miele che stilla dalle umiliazioni?
Chi potrà riaprire le ferite
risanate dalla tua mano?
Chi potrà
levare la pace
che tu hai messo nel mio cuore?
Come non potrò benedirti
per le prove a cui mi sottoponi, disprezzando
un tuo dono?
Sii solo tu il mio turbamento, il mio dolore, il mio pentimento.
Non potrò che amarli.

Sky

I am the drop, you are the Sea.
You are the Sunset, I am the cloud
you are the Sky, I am the star
you are the Field, I am the flower.
I am sunflower, you are the Sun
you are the Speed, I am the turtle.
If you are Love, I’m empty heart
I’m empty heart that wants your love.
If you are the Sky I am a comet
that passes for a moment than disappears in your embrace.
If I am a tree you are the Landscape,
if you are the Dawn I am the hoar,
if you are the Universe I am a grain of sand.

Cielo

Io sono la goccia, tu sei il Mare.
Tu sei il Tramonto, io sono la nuvola
tu sei il Cielo, io sono la stella
tu sei il Prato, io sono il fiore.
Io sono un girasole, tu sei il mio Sole
tu sei la Velocità, io la tartaruga.
Se tu sei l’Amore, io sono un cuore vuoto
un cuore vuoto che brama il tuo amore.
Se tu sei il Cielo, io sono la cometa
che passa per un momento e sparisce nel tuo abbraccio.
Se io sono un albero, tu sei la Foresta,
se tu sei l’Alba io sono la brina
se tu sei l’Universo io sono un granello di sabbia.

Una notte

Vidi una notte
impregnata di blu
blu come l’occhio di Dio
blu come un frutto morbido,
come una tinta che imbratta il volto
sofficemente.
Vidi batuffoli di cotone blu,
carezza che si posa sull’anima:
profumo soave, promessa d’eternità.
E le stelle sembravano occhi di gatto,
creature vivide, amanti,
angeli in lontananza
e cantava una musica inviolata.
Era un mistero spalancato,
era la meta
e ho respirato Dio quella notte,
la sua paternità sopra il creato,
il suo mistero ancestrale e sidereo,
eppure così prossimo ed eterno.
Com’è bella la natura che parla di Dio
e com’è goffo l’uomo che parla dell’uomo!
Non avvertii la solitudine.
Accolsi il racconto notturno di Dio
il suo richiamo blu profondo
e sereno
pensai alle “stelle che tu hai fissate”
una ad una,
diamanti della notte,
regale manto di Colei
ch’è la stella del mattino.
Desiderai parlarti, di averti semplicemente
passò una stella cadente, veloce
bruciò per me, lì,
in quel momento.
Movesti quel cielo per me,
poiché tu ascolti i miei desideri,
tu li vagli al crogiuolo.
Fu un bagliore di luce
nel sereno cobalto,
fu la morte splendente
d’una celeste creatura,
fu il mio desiderio che s’accende
e finisce nell’Infinito.

La pietra dell’Orto degli Ulivi

È ancora macchiato
del tuo Sangue innocente
questo mondo
che ti rifiutò.
Lì sulla pietra
dove nell’agonia più tremenda
della compassione
esalasti sangue
dalla fronte sofferente.
Lì sulla pietra
dove patisti
per la salvezza e la rovina di molti.
Lì sulla pietra
dove vidi le sorti.
Lì, in un florido Orto
che profuma d’olivo e di spezie
Tu hai scelto
di morire per noi,
anche per l’ultimo dei più miseri.
Il pianto del tuo sangue
qualcuno lo sente ancora
e con un bacio
ti tocca la fronte
che lì si posò.
Tu, l’Innocente
moristi d’amore,
e il tuo cuore,
in un incendio d’amore,
squarciato,
infiammò l’umanità che è
tua figlia.

Sotto la croce

Quanto t’amo
tu appeso come un pezzo di carne
a quella croce
cosa c’è di più bello?
Il tuo amore folle
si è fatto inchiodare
da un pesante martello che batte sordo
su chiodi aspri.
Il tuo sangue vino inebriante
la tua pelle manna dolce
o Agnello.
Le mie braccia si stringono ai tuoi fianchi
mentre la tua pelle si fa fredda
siamo rimasti soli sotto la tua croce
e tu, amato mio
mi sorridi,
prima di esalare gli ultimi respiri.
Se un po’ di sollievo t’ho donato
mio re,
mio Dio,
fammi soffrire un po’ del tuo dolore,
sarò parte di te
una sola carne.

Cantico

Se d’amore e di baci
io possa parlare
sono il tuo amore
e sono i tuoi baci.
Baci di spose vergini
che ardono d’amore per Te,
il più bello tra i figli dell’uomo.
Un tuo bacio
è come un bocciolo
di rosa olezzante,
dalla tua bocca
stilla miele purissimo.
I tuoi occhi,
verdi come il Giordano
sono occhi d’Agnello.
Il tuo cuore
nel petto forte e candido,
palpita di un amore strenuo,
tenace,
d’Uomo, di Dio,
di sposo perfetto,
d’amore infinito.
Verbo divino incarnato,
potenza creatrice
Diletto di moltitudini.
Beate, le ancelle
spose dell’anima tua!
Beati i tuoi consacrati!
Re di ogni re,
vorrei baciare
un giorno la tua bocca
colma di bellezza
e di grazia
come scambio
d’amore più bello.
Oh, se solo potessi
assaporare le tue labbra!
Un giorno, unita in un amore nuziale
da Te benedetto
ti cercherò, amor mio,
negli occhi di lui.
Ma ogni tuo frammento,
battito,
gesto o
respiro
mi hanno rapito il cuore
e resa folle d’amore.
Quale strazio
D’amore
tra le tue braccia forti?
Quale gioia per una tua sola
carezza?
Ti coprirei degli unguenti più preziosi,
intesserei ghirlande di fiori
da deporre ai tuoi piedi,
Ti regalerei diamanti di lacrime
e rubini di sangue.
T’amo, come una donna
ama il suo sposo,
come una serva ama il suo re.
T’amo che morirei
pur di sapere
di averti regalato
anche uno solo
dei tuoi splendidi
sorrisi.

Piccolo cantico

I tuoi capelli sono seta,
seta pura.
I tuoi occhi sono pozze
cristalline.
Il tuo naso è madreperla,
le tue labbra petali
di rosa.
Il tuo collo
una colonna d’avorio,
il tuo petto una valle,
le tue gambe colonne
d’alabastro.

Testamento

Alla tua destra
Amen
alla tua presenza
Amen
nella tua casa
Amen
E le campane suonano
nello splendore della tarda domenica
nella mia testa
e fuori,
c’è il sole.
Non ne perdesti uno
di chi ti fu dato
“un tizzone scampato al fuoco”
questo io sono
questo io canto
questo è il mio vanto.
Mandami fuori
sulle strade sterrate
con la chitarra e il sorriso
con le mani infangate
A pronunciare le tua parole
a parlare nel sole
ad asciugare lacrime
a donare il mio sangue
Rendi il mio cuore tamburo
sonoro ed elastico, non duro
a batterci sopra una musica
che dalla bocca di tutti giunga al tuo orecchio
Voglio essere il tuo soldato
con sola arma la tua parola
che nulla resti non dato
tutta la mia carne lascio in testamento
a questo mondo d’amore affamato.

Canzone d’Amore

Tutto passa, dicono,
tutto passa… Ma
l’amore no, l’amore no. L’amore
è la crepa che rompe il seme,
il germoglio di una nuova speme,
la scintilla che accende le fiamme,
la goccia che disseta le piante.
Il rosso sulle gote tue,
la luce nei tuoi occhi,
le nostre mani annodate
in fiocchi.
L’amore è l’Uomo
crocifisso,
il suo sangue raccolto
in calici dorati,
il suo corpo masticato
in pani spezzati.
L’amore è lo schiaffo
che risveglia il moribondo,
il pianto di un figlio
che viene al mondo,
la goccia di sudore
che riga la fronte del lavoratore.
L’amore è l’infinito,
l’amore siamo tu ed io,
l’amore è tutto,
l’Amore è Dio.
Cantici, Aletti Editore, Elisa Pallotta