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Il Beato Bartolo Longo ci parla ancora del Rosario, strumento di salvezza

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Beato Bartolo Longo – Yerushalayim.it

Il Beato Bartolo Longo parla ancora oggi a noi di un gesto, o meglio, una disposizione d’animo, una devozione, una consacrazione semplice e senza tempo: quella del Santo Rosario. Questa dolce catena che ci rannoda a Dio fu lo strumento tramite il quale Maria Santissima gli fece questa promessa: “Se propaghi il Rosario sarai salvo!”. La stessa salvezza che tutti in qualche modo cerchiamo, oggi.

I 40 anni dalla beatificazione di Bartolo Longo

Sarà quest’anno, nella contingenza di così accorato bisogno della protezione di Maria, che ricorreranno i 40 anni della Beatificazione di Bartolo Longo, beatificato  il 26 ottobre del 1980 in piazza San Pietro a Roma da Papa Giovanni Paolo II. Così si è espresso l’arcivescovo prelato di Pompei, Tommaso Caputo, che ha voluto dare alla lettera che ricorda il fondatore del Santuario: «Guardando a Bartolo Longo – afferma ancora Caputo – possiamo trovare anche oggi, nel difficile momento che stiamo vivendo, la forza e l’ispirazione per dare nuovo slancio al nostro impegno personale, ecclesiale e sociale. Non possiamo e non dobbiamo lasciarci abbattere dai problemi e dalle incognite che vorrebbero impedirci di realizzare la nostra inequivocabile vocazione: annunciare il Vangelo e portare avanti l’opera del Beato Bartolo Longo».

L’apostolato e l’intercessione del Beato sembrano risuonare tutt’ora come una eco, diffusa in tutto il mondo. Un cammino, quindi, quello che è iniziato nel Santuario della Madonna di Pompei, che si è espanso largamente, diffondendo la devozione alla Madonna, la dedizione agli ultimi e ai bisognosi. Negli anni, l’impronta di Bartolo Longo e della Madonna di Pompei si sono trasformate in miriadi di impronte che si recano al celebre Santuario in Italia e nel mondo.

Le famiglie in pellegrinaggio a Pompei

Quest’anno è nella Ricorrenza del nome di Maria, il 12 settembre, che il Rinnovamento nello Spirito Santo ha organizzato un pellegrinaggio sotto l’abbraccio della Madonna nel Santuario di Pompei.

«Ci ritroviamo per pregare per le famiglie, – annunciava l’arcivescovo di Pompei Caputo –  i bambini, i ragazzi, gli anziani e per tutta l’umanità dolente che cerca di uscire da questa terribile pandemia. Lo faremo con la preghiera-simbolo del Santuario di Pompei, il santo Rosario, la bella preghiera mariana dal cuore cristologico, che, facendoci contemplare le tappe della vita di Gesù, ci invita a riviverle noi stessi». Accogliendo le famiglie del Rns, ricordava che, oltre alla preghiera, «a Pompei, la fede si esprime pienamente con la carità. Accanto al “tempio di marmo”, dal quale si elevano continuamente preghiere, il nostro Fondatore, il Beato Bartolo Longo, volle edificare anche il “tempio di cuori”, le opere sociali che ogni giorno accolgono bambini, ragazzi, anziani, uomini e donne in difficoltà, perché solo dall’unione di fede e carità sgorga l’autentica testimonianza cristiana».

Continuava il Presidente Rns Martinez: «É qui racchiuso – diceva – il senso provvidenziale del nostro Pellegrinaggio Nazionale di Famiglie per la Famiglia: aprire il cuore all’altro, prendersi cura gli uni degli altri, aiutarsi, sostenersi, ricordando che siamo uniti, come in cordata, e che nessuno può mai fare a meno dell’altro, perché viviamo in società e nell’amore siamo tutti soci, per non fallire la vita».

Una famiglia, quella del Rosario della Madonna di Pompei, che è aperta a tutti: questa catena dolce che ci rannoda al cielo è simbolo, ancora oggi, di unione con Dio e Maria e di vicinanza tra gli uomini, .