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Il Vangelo del giorno. La testimonianza data da sangue, acqua e Spirito

Prima Lettura 1 Gv 5, 5-13 / Salmo Responsoriale Sal 147 / Vangelo Lc 5, 12-16

Dal Vangelo secondo Luca

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro».
Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

 

Commento:

Gesù guarisce molti malati, ma spesso si ritira in luoghi deserti a pregare. Ecco come anche Egli non basta a sé stesso: ha bisogno dell’amore del Padre, del suo amore e non gli interessa una notorietà “pagana”. Non vuole sembrare un santone, piuttosto desidera che si creda nella sua identità e nel suo nome, tramite la testimonianza ricevuta nel proprio cuore da Lui o da chi lo ha conosciuto: “Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha dato riguardo al proprio Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio”, così nella Prima Lettura.

Gesù dà testimonianza attraverso il suo potere di purificare, tramite l’acqua del battesimo e del suo costato, di vivificare tramite il sangue della sua umanità e della sua passione, e di donare il Suo Spirito, lo Spirito d’Amore, lo stesso che consegna al Padre prima di morire e che effonderà nel Cenacolo, come ancora in 1Gv 5,5: “Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi”.

Elisa Pallotta